14 luglio 2015. Martedì della XV Settimana del Tempo Ordinario
Bonifacio fu abate del monastero di Exter in Inghilterra. Una volta, un suo giovane discepolo, tentato fortemente, cadde nell’impurità. Andò a confessarsi dal santo abate singhiozzando: “Padre, aiutatemi!”. Il buon abate gli disse: “Figliolo, c’è un solo rimedio: preghiera e mortificazione”. Il giovane monaco osservò tutto a perfezione, ma le tentazioni continuavano. Tornò a confessarsi ed implorò: “Padre, cosa devo fare per non essere tentato?”. E il maestro: “Figlio mio, le tentazioni le avrai sempre, perché il demonio deve pur fare il suo subdolo mestiere, ma tu confida in Dio e persevera nella preghiera”. Dalla vita di san Bonifacio (673-755)
Ci sono tanti motivi per essere perseveranti nella preghiera, uno di questi è vincere le tentazioni. Molti pensano che più si va avanti nel cammino spirituale, più si è esenti dalle tentazioni. Al contrario, le tentazioni rimangono anche se cambiano di aspetto, molte volte si raffinano e sono più difficili da individuare. Ciò che cambia davvero, però, è la nostra consapevolezza nell’affrontarle e l’abilità, se così si può chiamare, nel vincerle.
San Bonifacio suggerisce, infatti, al giovane monaco la maniera per vincere le tentazioni. Ci sono due cose da fare: preghiera e mortificazione.
La preghiera presuppone l’affidarsi a Dio, aver fiducia nel suo intervento, nel suo aiuto: tu confida in Dio e persevera nella preghiera. Più siamo tentati, più la nostra preghiera deve salire a Dio con fede, perché il Signore non mancherà di mandarci la sua grazia per affrontare il combattimento della fede.
Ma non dimentichiamo che dobbiamo mettere la nostra parte, la mortificazione, cioè lo sforzo di vincere noi stessi, di offrirci a Dio con decisione, combattendo contro le tentazioni come un soldato ben armato delle armi della fede e forte dell’allenamento costante della preghiera.
Le tentazioni non diminuiranno, le avremo sempre, ma sappiamo come vincerle, dobbiamo solo usare gli strumenti che il Signore ci ha indicato oggi: preghiera e mortificazione e una grande fiducia in Dio.
Buona giornata

   Fancesca e don Alessandro