14 Agosto 2015. San Massimiliano Maria Kolbe, martire
San Massimiliano Kolbe, che si offre di morire di fame per salvare un padre di famiglia. Che grande luce è divenuto lui! Quanta luce è venuta da questa figura ed ha incoraggiato altri a donarsi, ad essere vicini ai sofferenti, agli oppressi! Pensiamo al padre che era per i lebbrosi Damiano de Veuster, il quale è vissuto ed è morto con e per i lebbrosi, e così ha portato luce in questa comunità. Pensiamo a Madre Teresa, che ha dato tanta luce a persone, che, dopo una vita senza luce, sono morte con un sorriso, perché erano toccate dalla luce dell’amore di Dio.
E così potremmo continuare e vedremmo, come il Signore ha detto nella risposta a Giovanni, che non è la violenta rivoluzione del mondo, non sono le grandi promesse che cambiano il mondo, ma è la silenziosa luce della verità, della bontà di Dio che è il segno della Sua presenza e ci dà la certezza che siamo amati fino in fondo e che non siamo dimenticati, non siamo un prodotto del caso, ma di una volontà di amore.
Così possiamo vivere, possiamo sentire la vicinanza di Dio. “Dio è vicino”, dice la Prima Lettura di oggi, è vicino, ma noi siamo spesso lontani. Avviciniamoci, andiamo alla presenza della Sua luce, preghiamo il Signore e nel contatto della preghiera diventiamo noi stessi luce per gli altri. Benedetto XVI, Omelia nella Parrocchia Romana San Massimiliano M. Kolbe, 12 dicembre 2010
Il mondo ha tanto bisogno di amore e noi possiamo darlo anzi, siamo chiamati a darlo.
Dove attingere l’amore, la bontà, la luce da portare a tutti? Da Dio, dalla preghiera, dal rapporto con Lui. Dio ha tanto amore, tanta luce, tanta bontà da darci! È tutto in Lui, pronto per noi. Dobbiamo solo farlo entrare nella nostra vita, andare da Lui, farci riempire di Lui.
Solo un amore immenso può portare un uomo, privato della sua dignità, spinto alla sopravvivenza, a donare la vita per un altro uomo. E questo amore immenso san Massimiliano lo ha attinto da Dio.
Anche noi, nel nostro piccolo quotidiano, possiamo saziare la fame d’amore dei nostri fratelli, dando loro l’Amore che abbiamo incontrato, quell’amore che possiamo sempre ritrovare e alimentare in Dio: Avviciniamoci, andiamo alla presenza della Sua luce, preghiamo il Signore e nel contatto della preghiera diventiamo noi stessi luce per gli altri.
Buona giornata

Francesca e don Alessandro