La figlia Antonia si riferisce al babbo Libero Fascione, autore del libro

   “A la bona re Dio! Fede e speranza da contadini” Vol.1 della storia di

   Bisaccia (alta Irpinia in provincia di Avelino).  
   Le cose che scrive sono la colonna vertebrale

   su cui si regge la sua storia di uomo.

   Ogni giorno lui è seduto a scrivere e molte sono dedicate

   a lunghe e appassionate “operazioni sulla memoria”: tesaurizza,

   sotterra e dissotterra, associa e dissocia, deforma, crea, aggiusta, semplifica, ecc……

   Lui le chiama semplicemente “cose interessanti”.

   Io ritengo che non sia azzardato collocare in quel settore di

   ricerca scientifica che è l’antropolgia.

     
   L’importanza del “passato” alla luce del “presente”.

   don Alessandro Firenze, 20 Agosto 2015 
  

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