12 settembre 2015. Sabato della XXIII Settimana del Tempo Ordinario
Tu vuoi onorare il corpo del Salvatore? Non disdegnarlo quando è nudo. Non onorarlo in chiesa con paludamenti di seta, mentre fuori lo lasci intirizzito dal freddo, e nudo. Colui che ha detto: “Questo è il mio corpo” e che con la sua parola ha operato la cosa, quegli ha detto: “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare. Ciò che non avete fatto a uno dei più umili, lo avete rifiutato a me!”. Onoralo dunque dividendo il suo patrimonio con i poveri perché a Dio non occorrono calici d’oro, ma anime d’oro. San Giovanni Crisostomo
Quante volte, pur avendo davanti chi ha bisogno, non lo vediamo o peggio, lo vediamo, ma restiamo indifferenti! Per riconoscere Gesù in una persona bisognosa occorre per prima cosa accorgersi che esiste, che ha bisogno, bisogna cominciare a farsi prossimi, vicini.
Troppe volte siamo vicini fisicamente ma talmente lontani emotivamente e volontariamente da non accorgerci dell’altro. Accendiamo la televisione, leggiamo il giornale, usciamo per strada e la sofferenza degli altri ci si proietta davanti, ci interpella. Eppure, siamo capaci di tenerla così a distanza che non ci tocca affatto. Ci convinciamo che non tocca a noi prenderci cura di chi ha bisogno o che noi non possiamo farlo. Ci devono pensare le istituzioni, lo stato, l’Europa, la Chiesa, le associazioni, gli altri. Ci dimentichiamo che lo Stato, l’Europa, la Chiesa siamo noi e, soprattutto, ci dimentichiamo le parole di Gesù: “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare. Ciò che non avete fatto a uno dei più umili, lo avete rifiutato a me!”.
È vero, dobbiamo lottare perché tutta la nostra società, lo stato in cui viviamo si prenda cura dei poveri, ma ora i poveri sono davanti a noi, ora hanno bisogno di aiuto, del mio aiuto e io non posso fingere di non vederli. Dobbiamo prendercene cura perché ora c’è bisogno di noi, di me, di te, e non farlo ci disumanizza. Amare è sempre uno sforzo ma è necessario perché se non amiamo non siamo più esseri umani oltre che cristiani.
Ci siamo forse dimenticati che Gesù ha dato la sua vita per noi? Si è preso cura di noi e ancora oggi continua a farlo! Non possiamo ora non amarlo nei più poveri!
Vi invito oggi a guardarvi intorno e a vedere la sofferenza che vi circonda. Provate a far entrare il dolore degli altri dentro di voi, a compatire provando gli stessi sentimenti. Non rifiutate mai a Gesù il vostro amore.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro
 

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