23 settembre 2015. San Pio da Pietralcina
Bisogna sempre tenere salde queste due virtù, la dolcezza col prossimo e la santa umiltà con Dio. San Pio da Pietralcina
Siamo tutti presi da così tante cose e indaffarati in così tanti impegni che il nostro fisico ne risente, tanto che arriviamo a sera spesso stanchissimi. Quando siamo così stanchi è difficile mantenere la calma e rispondere sempre con dolcezza agli altri. Ma bisogna che teniamo presente che nessuno ci deve rimettere a causa della nostra stanchezza.
Innanzitutto potremmo tenere un ritmo più umano, meno stressante, ma non è sempre possibile farlo. E allora dobbiamo chiedere umilmente a Dio che ci aiuti ad essere come Lui. Da soli non riusciamo a vincere noi stessi ma Lui può aiutarci se glielo chiediamo.
Umiltà e dolcezza sono strettamente collegate, proprio come lo sono superbia e arroganza. Attenzione, allora, perché quando siamo arroganti e nervosi con gli altri, dietro c’è sempre la nostra superbia che cerca di prendere il sopravvento, che in fondo ci spinge a metterci in cattedra e a giudicare gli altri con superiorità, che ci rende arroganti anziché dolci e comprensivi. Così attorno a noi si crea un clima pesante, il nervosismo aleggia nell’aria e si diffonde nelle persone che ci circondano.
Oggi vi invito a fare queste due cose: lo sforzo dell’umiltà e la scelta della dolcezza.
Chiediamo umilmente a Dio che ci aiuti a mantenere la calma, a vedere gli altri come persone da rispettare ed amare, a considerarli superiori a noi e degni di grande rispetto. Che non escano mai oggi da noi parole arroganti o toni di voce nervosi. Parliamo a bassa voce, senza urlare, con dolcezza, con grande tenerezza, anche quando gli altri ci fanno innervosire o siamo stanchi e stressati per altri motivi. Vincano sempre l’umiltà e la dolcezza sulla superbia e l’arroganza perché siamo simili a Gesù che è “mite e umile di cuore”.
Buona giornata

Francesca e don Alessandro
 

Advertisements