17 ottobre 2015. Sant’Ignazio di Antiochia
Non si tratta unicamente di fare professione della propria fede, si tratta di metterla in pratica fino alla fine. Sant’Ignazio di Antiochia
In un mondo in cui tutto è provvisorio, tutto passa e sembra che questa sia la normalità, è bello sentire parlare di fedeltà e coerenza. Ci sono cose che sembrano passate di moda, superate ma che invece sono fondamentali per la vita di ciascuno. Fra queste sicuramente ci sono la fede, la coerenza e la fedeltà.
Non trascuriamo l’importanza della fede. Cos’altro può sostenerci nei momenti difficili se non la fede in Colui che è morto ed è risorto per amor nostro? Qual e motivazione può essere più pura per amare e continuare a donarsi se non l’amore con cui Cristo ci ha amati?
La nostra fede deve essere vissuta, concretizzata giorno per giorno, coltivata con assiduità. Per far crescere la nostra fede occorre prima di tutto viverla concretamente, con coerenza. Se crediamo in Gesù che ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo amare gli altri fino a dare la vita per loro. La nostra fede si deve concretizzare con le opere: la preghiera, il dono di noi stessi, l’amore agli altri che parte dall’amore di Dio e a Dio.
E la fedeltà che è la cosa che più sembra passata di moda perché si giustifica ogni tradimento come un cambiamento positivo, è invece un valore che ha ancora più senso oggi e che ci rende persone su cui gli altri possono contare, a cui far riferimento e di cui avere fiducia.
Anche la nostra fede perciò deve essere vissuta con coerenza, fino alla fine. È questo che oggi chiediamo al Signore: una fede coerente, messa in pratica fino alla fine.
Buona giornata

Francesca e don Alessandro
 

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