Buongiorno,

                oggi vorrei condividere con voi non solo le mie meditazioni ma anche le mie preoccupazioni e quello che stiamo vivendo. Probabilmente le meditazioni che scrivo vi hanno già fatto capire il mio stato d’animo ma forse non ne sapete il motivo.

La nostra famiglia ha deciso di aprirsi ancora all’accoglienza, di aprire le porte della nostra casa e del nostro cuore ai bambini che hanno bisogno, temporaneamente o per lungo tempo, di una famiglia.

Durante i mesi tra giugno e settembre abbiamo accolto 4 ragazzi: uno di 9 anni con sua sorella di 11, una ragazzina di 13 anni (ora ne ha compiuti da poco 14) e infine un bambino di 10.

Noi siamo già numerosi nella nostra casa perché oltre a me e don Matteo, ci sono due ragazzi in formazione (si preparano ad essere educatori e sacerdoti), e i nostri figli: un ragazzo di 23 anni che fa l’università, una di 24 anche lei universitaria, un ragazzo di quasi 21 anni che fa l’ultimo anno di superiori, una ragazza di 19 che fa la quarta superiore, una di 17, quasi 18 che fa la quarta superiore, una ragazza di 14 ancora alle medie, una di 15 in prima superiore. In più, abbiamo la nostra Lucia, bambina di 31 anni. Oltre a loro, don Matteo e io seguiamo anche gli altri nostri figli sparsi per l’Europa (Roma, Bruxelles, Londra, Berlino) e dintorni di Firenze, la Missione in Congo, e cerchiamo di trovare tempo anche per i nostri nipoti (alcuni dei nostri figli hanno infatti a loro volta dei bambini di cui noi siamo i nonni).

Insomma, per farla breve, martedì dopo pranzo sarebbero dovuti arrivare 2 nuovi bambini, di 8 e 10 anni, con i loro problemi. Ma purtroppo gli eventi sono precipitati e stamattina ho ricevuto una telefonata dall’assistente sociale che mi ha chiesto di accogliere oggi i bambini. Così stamattina sono andata alla Stazione dei Carabinieri a prendere i due fratellini, spauriti e in attesa di una soluzione. Dopo 4 ore di attesa, finalmente, sono riuscita a portarli a casa con noi. Ora sono qui, hanno mangiato, giocato, si sono divertiti. E rasserenati.

In più aspettiamo, se Dio vuole, anche Francesco da Kinshasa. Ha 16 anni e abbiamo deciso di dargli una prospettiva qui da noi.

Per questo vi chiedo di pregare tanto per noi perché ne abbiamo davvero bisogno. Stateci vicini.

Comunque, anche se molto impegnativa, l’avventura dell’amore e dell’accoglienza è bellissima e ne vale sempre la pena!

Un caro saluto a tutti voi

Francesca e don Alessandro