29 ottobre 2015. Mercoledì della XXX Settimana del Tempo Ordinario
Ho cercato la sostanza di Dio in me stesso, come se fosse simile a ciò che sono io. E non l’ho trovata.
Io dunque sento che il mio Dio è ben al di là della mia anima. Allora, per toccarlo, “Ho meditato queste cose e ho diffuso la mia anima al di sopra di me”. Infatti, come potrebbe la mia anima attingere ciò che è necessario per lei cercare al di là, se non si diffondesse al di sopra di se stessa? Se la mia mente restasse in se stessa, non vedrebbe altro che se stessa, e, in se stessa, non vedrebbe il suo Dio. Agostino di Ippona, Esposizioni sui salmi, 41
Il desiderio di vedere Dio, di toccarlo e farne l’esperienza nasce nella nostra anima non appena Egli ci fa sperimentare la sua infinita tenerezza. Basta che il Signore ci tocchi almeno una volta, che il nostro desiderio di Lui si sviluppa, si fa ardente. Ma il desiderio di Lui va anche coltivato, reso più forte e costante giorno dopo giorno. In questo “esercizio” il Signore mette la sua parte perché ci tocca e subito dopo si allontana così che noi lo andiamo a cercare. Ci fa sperimentare quanto è bello stare con Lui e poi si nasconde in modo da farsi cercare. Non va mai molto lontano ma ci vuole un po’ per ritrovarlo. È come un gioco fra innamorati: ci si rincorre a vicenda perché è bello ritrovarsi.
In questo gioco di sguardi e di nascondimenti anche noi mettiamo la nostra parte: dobbiamo salire un po’ più in alto, staccarci dalle cose che ci portano lontano da Lui, lasciare la zavorra del peccato per lasciarci sollevare più su, fino a Lui. Non è facile, non lo è mai, ma è così bello vedere Dio, toccarlo, amarlo ed essere amati da Lui che ne vale sempre la pena.
Anche oggi il Signore si è nascosto da qualche parte e aspetta che noi lo andiamo a cercare. Sarà nel Tabernacolo? Forse nel pianto di un bambino? Forse nel sorriso di chi ci sta accanto o nel silenzio di un’aurora coperta dalle nubi. Ovunque sia, noi lo troveremo. Come la sposa del Cantico dei Cantici, diciamo: “Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia” (Ct 3, 2).
Buona ricerca

   Francesca e don Alessandro

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