4 Novembre 2015. San Carlo Borromeo
Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non disprezzarlo nelle sue membra, nei poveri privi di panni per coprirsi. Non onorarlo in chiesa con stoffe di seta, se fuori lo trascuri quando soffre il freddo e la nudità. Ogni volta che non fate questo a un piccolo, dice il Signore, non l’avete fatto a me. San Giovanni Crisostomo
Ci sono situazioni drammatiche attorno a noi, cose che non vorremmo che succedessero, che non vorremmo vedere. Davanti alle persone che hanno problemi, ci si può spaventare e pensare che la soluzione sia allontanarsi, non occuparsi degli altri. Forse questa sarebbe una soluzione per noi che egoisticamente cerchiamo di preservarci, di fare una vita tranquilla, senza preoccupazioni. Ma non è certo una soluzione per gli altri che hanno bisogno di aiuto.
La strada da intraprendere, anche se ci spaventa, ci rende insicuri e ci fa scontrare con i nostri limiti, non è mai quella della lontananza ma del coinvolgimento, della solidarietà. Perché l’altro esiste ed è Gesù che si è fatto vicino, povero e bisognoso e ora tocca a noi prendercene cura, anche se ci costa molto.
In queste situazioni, quando siamo tentati di fuggire e di eliminare il problema evitando di farci coinvolgere, pensiamo a Gesù, venuto sulla terra piccolo Bambino, immerso nei problemi di una famiglia povera, perseguitata, profuga. Quante volte nella sua vita terrena ha incontrato difficoltà nel suo annuncio! Lui, l’Amore, rifiutato, processato, messo a morte sul patibolo infamante della croce, non si è mai tirato indietro, ha continuato ad amare.
Facciamo anche noi come Lui: davanti alle difficoltà non tiriamoci indietro, non fuggiamo lontano fingendo che il problema non esista e non ci tocchi. Facciamoci piuttosto vicini, prossimi di chi soffre, prendendo sulle nostre spalle la croce del nostro fratello e portandola con lui.
Buona giornata

  Francesca e don Alessandro