4 Maggio 2016. Mercoledì della VI Settimana di Pasqua
Cari missionari, a voi giunga la nostra gratitudine, dovunque vi capiterà di leggere questa lettera. Al riparo della vostra missione, o nel fitto di una foresta. In un ospedale da campo, o all’ombra delle canne di bambù. Nell’aula di una scuola o sul limitare di una baracca. Sulla poltroncina di un aereo, o sul sedile di una canoa. Nel vortice di una metropoli, o nel silenzio di una cappella, dove c’è Lui.
Lui, nel cui cuore le fatiche si placano, le nostalgie si dissolvono, i linguaggi si unificano, le latitudini diverse coincidono, le stagioni hanno tutte la struggente dolcezza delle primavere italiane, le amicizie antiche si ritrovano, e la vita riacquista sempre il sapore della libertà.
Grazie, sacerdoti, suore, e laici che vi consumate come lampade in terra di missione. Grazie, perché ci avete imparentati col mondo.
Grazie, perché, controbilanciando la nostra anima sedentaria, voi ci salvate la faccia. Grazie, perché ci provocate all’essenziale. E perché, tra i percorsi alternativi che conducono al Regno, ci indicate i rettilinei della semplicità, del coraggio e della donazione totale. Tonino Bello
Dobbiamo davvero ringraziare il Signore per i missionari che danno la vita in terre lontane, che ci riportano all’essenziale con il loro esempio. Ringraziamo il Signore e sosteniamoli con la nostra preghiera perché siano sempre fortemente attaccati a Lui e sappiano così essere forti e fedeli nel loro cammino di donazione. Mai si scoraggino per le difficoltà perché il Signore li accompagna nel dono di sé. Come Lui possano essere “sale della terra e luce del mondo” e portino ovunque la tenerezza di Dio.
Oggi vi invito a dedicare la vostra giornata ai missionari, ai nostri fratelli che donano la vita ovunque nel mondo. Salga a Dio una preghiera unanime per loro da parte di tutti noi.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro