Dal Trattato ” Sull’ideale perfetto del cristiano ”
   di san Gregorio di Nissa, vescovo
     Paolo ha conosciuto chi è Cristo molto più a fondo di tutti
   e con la sua condotta ha detto chiaramente come deve essere colui
   che da Cristo ha preso il suo nome.
   Lo ha imitato con tanta accuratezza da mostrare chiaramente
   in se stesso i lineamenti di Cristo e trasformare i sentimenti
   del proprio cuore in quelli del cuore di Cristo, tanto da non sembrare più lui a parlare.
   Paolo parlava, ma era Cristo che parlava in lui. ( PG 46, 254-255 )

   COMMENTO:
   ” Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me “. ( Gal 2,20 )

   don Alessandro Firenze, 20 Giugno 2016

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