30 agosto 2016. Martedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario
Costa molto alla povera natura dipendere dalla Provvidenza giorno dopo giorno; ma siccome questa materna Provvidenza ci seguirà fino alla morte, abbandoniamoci ad essa; la bontà di Dio è infinita. S. Pier Giuliano Eymard
L’abbandono è un’arte che si impara a poco a poco, facendo ogni giorno un piccolo passo verso il Signore, un salto fra le sue braccia, fiduciosi e contenti, come un bambino sgambettante che viene sollevato fra le braccia di chi lo ama. Bisogna tuffarsi in Dio, fiduciosi, abbandonati, ad occhi chiusi.
Proprio noi, che siamo educati ad essere autonomi, indipendenti, che sappiamo che la vita adulta è prendere decisioni consapevoli, senza che qualcun altro decida più per noi, scopriamo che dobbiamo tornare bambini, piccoli nelle braccia di Dio, abbandonati a Lui con totale confidenza.
Ma c’è un motivo per cui possiamo abbandonarci tranquillamente: perché Dio ci ama e la bontà di Dio è infinita.
Non abbiamo nulla da temere a correre fra le braccia di Dio perché il Suo amore è per sempre e vuole solo il nostro bene. Lasciamo che ci prenda in braccio e ci ami come Lui solo sa fare.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro