2 settembre 2016. Venerdì della XXII Settimana del Tempo Ordinario
«Il Creatore… ha stampato in te la sua immagine, perché l’immagine visibile rendesse presente al mondo il creatore invisibile, e ti ha posto in terra a fare le sue veci». San Pietro Crisologo
Portiamo in noi, come stampata, l’immagine di Dio. Questo significa che abbiamo il dovere di creare cose belle, di amare gli altri fino a dare la vita, di rispettare e aver cura degli altri e del luogo in cui viviamo. Siamo i poeti del Creato, i difensori della bellezza dell’arte e i portatori dell’amore con cui siamo stati amati da Dio.
Realizzare sempre di più il nostro essere immagine di Dio significa diventare come Lui che è amore. Essere cristiani e non difendere il povero, non accogliere l’immigrato per cui Dio è morto sulla croce, non difendere l’ambiente che Dio ha creato con tanto amore, è una contraddizione, un’ipocrisia contro la quale Gesù si è schierato chiaramente più volte.
Non ci dimentichiamo, né oggi né mai, che Dio ci ha posto in terra a fare le sue veci e che noi siamo chiamati ad amare come Lui. Questo è l’unico modo per realizzare noi stessi perché se non siamo il volto, le mani, le parole, il cuore di Dio per gli altri e per il mondo intero, ciò che siamo veramente non viene fuori, non si sviluppa e noi rimaniamo limitati e infelici perché mancanti della nostra essenza migliore.
Che il Signore nostro Gesù Cristo, che ha dato la vita per noi, ci aiuti ad essere ciò che siamo veramente.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro