8 novembre 2016. Martedì della XXXII Settimana del Tempo Ordinario
L’esperienza della vita ci dice che il dolore, la sofferenza, la morte riempiono di sé la nostra storia. Gesù non ha inventato la croce: l’ha trovata anche lui sul proprio cammino, come ogni uomo. La novità che egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore. Carlo Maria Martini
Il dolore fa parte della nostra esperienza. Vorremmo sempre evitarlo e se fosse possibile vorremmo non doverlo mai affrontare, ma è parte della nostra esistenza e prima o poi ci scontriamo con esso. Non possiamo sfuggirlo ma possiamo renderlo sopportabile, anzi, possiamo affrontarlo con gioia, come Gesù ci ha insegnato, mettendo nella croce un germe di amore.
Anche noi, ogni volta che siamo costretti ad affrontare una situazione difficile, possiamo mettere un germe di amore. Possiamo farlo in un rapporto che fatica ad andare avanti, in una discussione accesa che ci fa soffrire, in una situazione che ci comporta grande sofferenza.
Qualunque cosa facciamo o viviamo, mettiamo sempre un germe di amore, anche quando ci sembra che sia inutile, che tanto non porta a niente. Vale sempre la pena seminare amore e anche se è un piccolo, insignificante semino, diamolo con gioia e porterà frutto a suo tempo.
Oggi ricordiamoci di portare a tutti e in qualsiasi situazione un germe di amore, lo stesso che ha portato Gesù e che ha cambiato uno strumento di morte in salvezza per tutti.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro