16 novembre 2016. Mercoledì della XXXIII Settimana del Tempo Ordinario
Un anziano disse: «Giuseppe d’Arimatea prese il Corpo di Gesù e lo mise in una sindone monda e in un sepolcro nuovo, cioè in un uomo nuovo. Che ciascuno abbia gran cura di non peccare per non oltraggiare Dio che abita in lui, e per non scacciarlo dalla sua anima. La manna fu data a Israele per nutrirsi nel deserto, ma al vero Israele è stato dato il Corpo di Cristo». Detti dei Padri del Deserto
Quanto poco ci rendiamo conto che Dio stesso, con la Comunione, entra dentro di noi! Ci accostiamo alla Comunione con grande leggerezza, come a qualcosa a cui siamo abituati, senza pensare che l’Eucaristia è Gesù stesso che si dona a noi nel Suo Corpo e nel Suo Sangue.
Ma non è solo questo! Nella vita quotidiana, il nostro corpo è sempre tempio dello Spirito Santo, dimora in cui Dio ha scelto di abitare e noi ci comportiamo molto spesso come se questo non ci riguardasse. La nostra condotta non è integra, ci accontentiamo della mediocrità, non lottiamo abbastanza per raggiungere la meta della santità.
Comportiamoci d’ora in poi in maniera degna di Gesù Cristo, prendiamo consapevolezza che Lui è dentro di noi, che abita in noi e custodiamo il nostro corpo con una condotta degna di una tale vicinanza con Dio.
Buona giornata

   Francesca e don Alessandro